sabato 29 marzo 2008

Da quando Baggio non gioca più...

L'intervista che ha rilasciato oggi Roberto Baggio per la festa dei 112 anni della Gazzetta dello Sport mi ha lasciato davvero una sensazione di felicità. Sarà che oggi i campioni del mondo dello sport sono tutti costruiti intorno all'immagine, all'apparire. Roberto no. E' ancora oggi una persona solare, che fa bene ad un mondo pilotato sciaguratamente verso il tracollo dagli interessi economici, dalla freddezza assoluta che essi portano con sè.
Una volta ha detto: "vorrei che si parlasse di passione: il calcio è passione, ma se ne parla poco. E questa passione la sento nel sangue, ed ogni volta che vedo una partita mi viene il desiderio di parteciparvi".
Questo giocatore è, per chi ha potuto assistere al suo modo di giocare, la passione, la fantasia, il "Calcio". Quando aveva il pallone tra i piedi tutti lo ammiravano, anche gli avversari.
Stadio San Paolo - Napoli. Io ero piccolo, mi ricordo che a un certo punto Baggio decise di prendere palla a centrocampo, correva..gli avversari erano frastornati. Ne scartava uno dopo un altro. La porta avversaria era sempre più vicina. Chissà a cosa stava pensando in quel momento. Passione. C'era Maradona che guardava dalla panchina, incredulo anche lui. Anche il portiere era saltato e la palla andava piano piano verso la rete. Lui aveva creato tutto, la magia, la giocata, lo stadio avversario in silenzio a bocca aperta. Le sue braccia si alzano leggermente in segno di gioia, si vede il numero sulla maglia: 10.
Roberto, grazie per avermi fatto innamorare dello sport e per avermi fatto capire il significato della parola passione.

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